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Deblistering in farmacia per le RSA: intervista al Dott. Giannitelli

La politerapia, ovvero l’assunzione concomitante di più farmaci della stessa o di diverse aree terapeutiche, è un termine apparso nella letteratura medica oltre 150 anni fa ma sempre più utilizzato per indicare un fenomeno in costante crescita negli ultimi anni. Infatti, a causa della transizione demografica e dell’invecchiamento della popolazione, un numero molto elevato di pazienti anziani è affetto da molteplici malattie croniche, il cui trattamento segue linee guida concepite per raggiungere obiettivi legati ad ogni specifica patologia.

In Italia la politerapia nella popolazione geriatrica è molto diffusa, il 29,0% degli uomini e il 30,3% delle donne di età ≥65 anni utilizzano 10 o più sostanze contemporaneamente. Inoltre, il numero di molecole assunte contemporaneamente aumenta progressivamente all’avanzare dell’età, andamento che si riscontra sia nelle donne che negli uomini. Tra gli uomini il 40,1% di coloro con età ≥85 assume 10 o più farmaci, rispetto al 18,8% nella fascia 65-69 anni. Un simile trend si osserva per le donne (37,2% vs 19,6%).*

Una delle conseguenze della politerapia è l’alto tasso di reazioni avverse” – scrivono la Dott.ssa Alessandra Marengoni, geriatra e professore associato all’Università di Brescia, e il Dott. Graziano Onder, geriatra e professore associato al Policlinico Gemelli, sulle pagine del British Medical Journal (BMJ)* “principalmente a causa delle interazioni farmaco-farmaco (la capacità di un farmaco di modificare l’effetto di un altro farmaco somministrato successivamente o contemporaneamente). Il rischio di interazione tra i farmaci in ogni singolo paziente aumenta in rapporto al numero di malattie coesistenti e a quello di farmaci prescritti”.

“L’utilizzo di nuovi strumenti elettronici o il migliore uso di quelli già esistenti e la valutazione complessiva dei pazienti” – concludono gli autori – “aiuteranno i medici ad ottimizzare e a migliorare i trattamenti farmacologici utilizzando tutte le informazioni disponibili sulle malattie, sui farmaci e sulle caratteristiche specifiche di ogni singolo paziente”.**

Per approfondire l’argomento della gestione dell’aderenza terapeutica del paziente in politerapia in farmacia abbiamo deciso di intervistare il Dott. Elio Giannitelli che ha aperto la sua farmacia a Torre Angela, una zona popolosa e multietnica nella periferia di Roma, a metà aprile del 2021. L’obiettivo della Farmacia Turris Angeli è offrire ai pazienti della zona un punto di riferimento per l’health care e la salute, con un particolare focus sulle persone anziane in politrattamento che racconta:

Attualmente sono due i modelli di business che una farmacia può scegliere di adottare: farmacia indipendente che si differenzia in base ai servizi che offre o catena di farmacie che punta ad essere competitiva dal punto di vista dei prezzi. Noi abbiamo scelto la prima opzione perché crediamo nella centralità della figura del farmacista come erogatore di servizio. In linea con la direzione che si sta andando anche dal punto di vista della legislazione, per sopperire alla carenza cronica dei medici di base che ci sarà nei prossimi anni.

Infatti, il modello a cui si rifà è quello del farmacista di comunità (community pharmacist), già molto diffusa in altri stati, in cui il farmacista, integrandosi con le altre figure professionali, concorre al miglioramento della qualità delle cure ed alla riduzione dei costi nel comparto globale della sanità.

Tanti sono i servizi offerti dalla farmacia Turris Angeli: dalla telemedicina alle auto-misurazioni dei parametri del sangue, effettuazione di vaccinazioni antinfluenzali e Covid, tamponi, prenotazione delle visite specialistiche,  consegna a domicilio dei farmaci e ultimo ma non per questo meno importante, la gestione dell’aderenza alla terapia dei pazienti con il supporto di Carepy Pharma e il deblistering, attualmente destinato alle RSA e con l’idea di estenderlo presto anche per i singoli pazienti in farmacia.

Da dove nasce l’idea di rivolgere il servizio di deblistering alle RSA sul territorio?

Una volta che il paziente ha firmato la liberatoria della privacy, l’RSA consegna in farmacia il piano terapeutico preparato dal medico di medicina generale che ha in carico il paziente. Noi abbiamo affidato a una farmacista preparatrice la creazione dei blister che viene supportata da un macchinario semiautomatico seguendo una procedura aziendale.

Infatti, per legge gli OSS non possono somministrare farmaci e l’acquisto di blister settimanali già spacchettati ed organizzati nei 5 momenti della giornata ovvia a questo problema: gli OSS in modo indipendente da medici e infermieri, si limitano a passare i farmaci giusti ai pazienti che poi li prendono da soli. Inoltre, dal punto di vista legale, la farmacia si assume la responsabilità che il blister sia conforme alle norme di buona preparazione e rispetti il piano terapeutico. La procedura che viene adottata garantisce anche la tracciabilità del farmaco.

Collaborare con le RSA, poi, ci permette di acquisire con un solo accordo un grande numero di pazienti rendendo più efficiente l’erogazione del servizio e dandoci la possibilità di investire tempo e risorse sul deblistering. Abbiamo già preso in carico 2 RSA e il nostro obiettivo è di arrivare ad almeno 5 entro la fine dell’anno per un centinaio totale di pazienti.

Come avete organizzato l’erogazione del servizio?

Una volta che il paziente ha firmato la liberatoria della privacy, l’RSA consegna in farmacia il piano terapeutico preparato dal medico di medicina generale che ha in carico il paziente. Noi abbiamo affidato a una farmacista preparatrice la creazione dei blister che viene supportata da un macchinario semiautomatico seguendo una procedura aziendale.

Infatti, per ogni blister il software, tra gli altri documenti, genera anche un foglio di lavorazione che tiene traccia dei vari step che realizzano sia il farmacista preparatore sia i farmacisti designati alle attività di controllo qualità prima di consegnare il blister personalizzato al paziente.

Inoltre, con la funzione rifornimento di Carepy Pharma, che crea un elenco con il fabbisogno mensile dei pazienti, è possibile per l’RSA unificare tutte le prescrizioni e gestire il riapprovvigionamento una sola volta al mese per tutti i pazienti.

Il software Carepy Pharma è davvero indispensabile per questo servizio: è un sistema di archiviazione facile, immediato per la ricerca delle informazioni e ci permette di ridurre notevolmente i tempi di realizzazione delle terapie personalizzate grazie alla creazione di tutta la documentazione necessaria per ogni paziente.

Come vede l’evoluzione di questo servizio nel futuro?

Quello in cui credo fermamente è che istituzioni e regioni, in particolare quelle che ancora non stanno operando in questa direzione, lavorino per inserire la gestione del paziente cronico nella farmacia dei servizi regolamentandola e uniformandola a livello nazionale. Inoltre, vorrei invitare i colleghi farmacisti che hanno adottato un modello di farmacia dei servizi, simili al mio, di affidarsi il più possibile a servizi, come Carepy, per differenziarsi rispetto alle catene ed essere davvero riconosciuti dal paziente come un punto di riferimento sul territorio e un professionista sanitario al servizio della comunità.


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